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martedì 30 ottobre 2018

Recensione - La Progenie di Abaddon di Rob Himmel

TRAMA: Mentre la notte domina, lasciando al giorno solo poche ore di luce, Kelo e Bhor, soci in affari nel rubare, ricettare e contrabbandare, si dirigono sul luogo d'impatto di un meteorite. L'intento è quello di saccheggiare la «pietra del cielo» e farne una fortuna. Quello che non sanno è che troveranno anche altro.
Intanto il consiglio degli Arcangeli a capo della Confraternita, chiamato Pentalux, ordina ai confratelli Telion e Reya di cercare l'arma che permetterà loro di ribaltare le sorti della guerra contro la Setta Oscura.
In fuga dall'armata abaddonita, nel frattempo, Luce, Arconte degli Splendenti, conduce un gruppo di sopravvissuti alla ricerca di un posto sicuro. Una fuga disperata, che richiederà a lei e ai suoi compagni un prezzo altissimo, forse più di quanto siano disposti ad accettare.
A tutti loro si contrapporrà Abaddon, con creature tenebrose, servi fedeli, devoti pericolosi, lunghe notti e l'oscurità più intensa che ci sia: il cuore umano.

RECENSIONE: Ambientato in un complesso mondo in cui la distinzione tra giusto e sbagliato non sempre è così palese, La Progenie di Abaddon sviluppa la trama su tre livelli.
Kelo e Bhor, amici e soci in affari, sono due maestri del contrabbando e sono alla ricerca della pietra del cielo che sarà la chiave della loro ricchezza. Quello che non si aspettano, però, è che una volta recatosi nel luogo in cui è caduto un meteorite, troveranno in realtà molto di più di ciò che stavano inizialmente cercando. 
Luce, insieme ad un gruppo di sopravvissuti, fugge dall'armata di Abaddon e cerca un luogo sicuro in cui stanziarsi insieme ai suoi compagni di viaggio. La situazione andrà complicandosi con il passare dei giorni e la fuga diventerà sempre più disperata.
Nel frattempo i due confratelli Telion e Reya, sotto ordine della Confraternita, sono alla ricerca dell'arma che gli permetterà di sconfiggere la Setta Oscura una volta per tutte. 
La trama di questo romanzo è davvero molto interessante, quello presentato in questo libri è uno dei miei sotto generi del fantasy preferiti, e di fatto la storia mi ha presa sin dall'inizio. Mi è piaciuto molto come la storia sia andata complicandosi con lo scorrere delle pagine, e come allo stesso tempo abbia subito un'evoluzione non indifferente insieme ai personaggi stessi. La mia sotto-trama preferita è stata sicuramente quella dei due contrabbandieri Kelo e Bhor. Ho trovato le loro interazioni davvero molto naturali e sono effettivamente quelli che più mi hanno colpito a livello emozionale. Mi piace come la loro amicizia non sia per nulla convenzionale, come sia evidente che tengano l'uno all'altro anche se non lo danno a vedere. Loro due sono sicuramente i personaggi che ho preferito. 
Lo stile di scrittura è davvero scorrevole nonostante la mole di informazioni che ci vengono "scaricate" in un primo momento, si riesce a non perdere il filo e a comprendere bene le dinamiche di questo mondo che posso definire tutto fuorchè semplice ed ordinario. Come detto in precedenza, alcuni punti di vista mi sono piaciuti più di altri ma ciò non significa che non abbia apprezzato le altre sotto trame che, a loro modo, mi hanno comunque lasciato qualcosa.
L'unica pecca che ho trovato durante questa lettura è l'alto numero di nomi dei personaggi da ricordare e ricollegare, infatti alcune volte ho dovuto rileggere dei passaggi per ricordare cose che avevo letto nei capitoli precedenti, però non credo sia qualcosa di irrisolvibile. 
In generale è stata una bella lettura. La storia intervalla molto bene i momenti di tensione con i momenti più divertenti o emozionanti, così da non rendere il tutto troppo pesante agli occhi del lettore che riesce anche ad indagare e a capire bene le personalità dei singoli personaggi.
Consiglio la lettura agli appassionati del genere o a chi sta cercando qualcosa di più intricato dei normali romanzi fantasy ma che allo stesso tempo mantenga la sua dose di puro intrattenimento.
La mia valutazione è 4/5.




domenica 14 ottobre 2018

Recensione - La Battaglia della Corona Maledetta di Kendare Blake

TRAMA: Tre sorelle. Un solo trono. Una guerra all'ultimo sangue.

Dopo gli incredibili avvenimenti che si sono succeduti durante l’Esordio delle tre sorelle regine, è iniziato l’anno dell’Ascensione. Ciascuna delle tre, Katharine, Arsinoe e Mirabella, dovrà accrescere il proprio potere per annientare le altre, fino a che non ne rimarrà una sola a reclamare per sé il trono. Katharine, un tempo la più debole e innocua, è più forte di quanto non sia mai stata. Arsinoe, dopo aver scoperto la verità sui suoi poteri, deve decidere al più presto una strategia senza far sapere alle rivali che cosa le è successo. Mirabella, da tutti ritenuta la minaccia più pericolosa, deve fronteggiare le insidie che si abbattono su coloro che la circondano, mettendoli in un pericolo che lei stessa non sembra in grado di evitare. Chi riuscirà a prevalere sulle altre e a conquistare, finalmente, la corona?




RECENSIONE: La Battaglia della Corona Maledetta, attesissimo seguito di La Battaglia delle Tre Corone, comincia a raccontare esattamente dal punto in cui ci siamo lasciati. La tre regine, tre gemelle con egual diritto di ascesa al trono, continuano la loro lotta alla conquista del regno a cui sono destinate sin da bambine. Secondo la profezia le tre gemelle dovranno necessariamente attentare l'una alla vita dell'altra e alla fine una sola fra di loro sopravviverà, e a quel punto sarà incoronata regina. Katharine, Arsinoe e Mirabella sono ormai pronte allo scontro imminente, ognuna con la propria convinzione su come questa lotta finirà, e ognuna tenterà di utilizzare tutti i mezzi a propria disposizione per sopraffare le altre due e arrivare, finalmente, al tanto agognato trono.

Dopo un esordio che si è rivelato abbastanza interessante, l'autrice Kendare Blake ci presenta il seguito della storia che tanto ci ha tenuti con il fiato sospeso. Le tre regine finalmente sono sul punto di scontrarsi ma una sola di loro sopravviverà alla lotta.
Scrivere un seguito che sia almeno degno del suo inizio è difficile, lo capisco, ed è il punto debole di qualsiasi serie, qualunque il suo genere sia, e purtroppo neanche questa fa eccezione. Ho trovato questo secondo volume abbastanza anonimo, che dopo un primo volume come La Battaglia delle Tre Corone che ha gettato le basi per un epico seguito, è davvero deludente. Allo stesso tempo non posso dire che La Battaglia della Corona Maledetta sia una cattiva lettura, poichè superiore ad altri prodotti attualmente sul mercato a livello di trama e di contenuti. Ci si ritrova quindi nel solito limbo, sinonimo del fatto che il prodotto che si sta leggendo è, in poche parole, mediocre.
Ma andiamo per gradi.

Analizzando in primo luogo la trama, questo secondo volume è alquanto altalenante. Se nel volume precedente una delle cose che più avevo apprezzato era lo svolgimento della storia e la creazione di più trame orizzontali che convergevano, questa volta le varie vicende sono andate sfumando, fino al punto in cui sono quasi del tutto sparite. Le vicende principali hanno preso del tutto il sopravvento lasciando alcuni interrogativi e alcuni punti in sospeso. Dall'altro lato sono invece state create delle nuove situazioni abbastanza interessanti che l'autrice avrebbe potuto sviluppare decisamente meglio. Per quanto riguarda i personaggi credo che ce ne sia uno solo che merita di essere menzionato, ed è il personaggio della regina Katharine. Katharine è l'unica fra le tre sorelle, e forse l'unico personaggio in tutta la storia, che merita davvero di essere approfondito. Katharine è anche l'unico personaggio lontanamente interessante, l'unico di cui mi interessa leggere e l'unico con un minimo di approfondimento psicologico. Inoltre, l'unica storia d'amore che di cui mi è piaciuto leggere, e da cui mi sono sentita coinvolta, è proprio quella fra la regina avvelenatrice e il giovane Petyr. Le altre due protagoniste sono estremamente sovrapponibili e, proseguendo con la lettura del libro, lo diventano sempre di più. Per una volta mi ritrovo a tifare per qualcuno che viene identificato come il "cattivo" della storia, e non per il ruolo che ricopre ma proprio per motivi di trama, mentre gli altri personaggi risultano essere del tutto anonimi. Ho visto che c'è stato un tentativo di creare delle altre storyline, ma con poco successo almeno dal mio punto di vista.

Lo stile di scrittura rimane davvero piacevole, uno stile standard per uno young adult su cui non ho nulla da dire né a favore né a sfavore. Anche in questo caso ci si posiziona del mezzo.
In sintesi, tra le cose che più ho apprezzato di questo libro c'è di sicuro il personaggio di Katharine, tutta la sua storyline e le sue interazioni con il suo interesse amoroso. Mi sono piaciute molto anche sporadiche scene, soprattutto quelle ambientate a palazzo piuttosto che quelle ambientate all'esterno. Trovo inoltre che l'autrice non sappia usare molto bene le descrizioni spaziali, infatti sono rare le volte in cui una scena risulta essere evocativa dal punto di vista dello spazio circostante.
Tra le cose, invece, che non hanno entusiasmata ci sono le due sorelle Arsinoe e Mirabella, due personaggi sovrapponibili e finti buonisti, i corrispettivi personaggi secondari che si rivelano abbastanza inutili al fine della trama ma che continuano ad occupare pagine e pagine del romanzo e lo svolgimento della trama che, a mio parere, avrebbe potuto prendere una strada diversa e approfondire alcuni aspetti piuttosto che altri.

In generale ci sono alcune cose da migliorare ed altre da sfruttare al meglio per fare in modo che la storia passi dall'essere mediocre all'essere una bella storia. Non è assolutamente una brutta lettura ma ho letto decisamente di meglio. La mia valutazione (generosa) è di 3/5.





mercoledì 8 agosto 2018

Recensione - L'incantesimo della Spada di Amy Harmon

TRAMA:  Il giorno in cui mia madre è stata uccisa, ha detto a mio padre che non avrei mai più pronunciato una sola parola e che se fossi morta, lui sarebbe morto con me. Predisse anche che il re avrebbe venduto la sua anima e avrebbe ceduto suo figlio al cielo. Da allora mio padre attende di poter avanzare la sua pretesa al trono e aspetta nell'ombra che tutte le parole di mia madre si avverino. Desidera disperatamente diventare re. Io voglio solo essere finalmente libera. Ma la mia libertà richiede una fuga e io sono prigioniera della maledizione di mia madre tanto quanto dell'avidità di mio padre. Non posso parlare o emettere suoni. Non posso impugnare una spada o ingannare un re. In un regno in cui gli incantesimi sono stati banditi, l'unica magia rimasta potrebbe essere l'amore. Ma chi potrebbe mai amare... un uccellino?







RECENSIONE: Ambientato in un un mondo in cui la magia, gli incantesimi e i doni sono proibiti, una giovane ragazza viene privata della propria voce per impedire che le sue parole causino delle conseguenze troppo gravi sulle persone che la circondano. La piccola Lark è testimone della morte di sua madre che, prima dell'imminente dipartita, pronuncia le parole che tanto la tormenteranno negli anni a seguire. Gli urgenti avvertimenti della madre predicono una vita di silenzio per la giovane ragazza, che non riuscirà più a proferire parola, e che il re avrebbe venduto la sua anima al cielo e sacrificato suo figlio. Il padre di Lark decide di approfittare di questa situazione per avanzare la sua pretesa al trono e realizzare la sua più grande aspirazione: diventare re e governare il popolo di Jeru. 
Le vicende si complicheranno quando Lark verrà tenuta ostaggio da Tiras, figlio del precedente re e nuovo sovrano di Jeru, con il quale riuscirà ad instaurare da subito un rapporto di reciproca fiducia e rispetto. Se da un lato la ragazza si sente fortunate per essere riuscita a scappare dal suo malvagio padre, dall'altro sente che il Tiras non è davvero interessato nel tenerla a palazzo a meno che lei non si trasformi in un'arma con le bestie che continuano ad attaccare il regno.
In questo caso il suo dono, trasformare le parole in fatti usando la sola forza del pensiero, si rivela molto utile, e in alcuni casi letale.

Ho deciso di leggere questo volume per dare una seconda opportunità ad un'autrice che non ho troppo apprezzato in un altro contesto narrativo, e anche questo romanzo conferma l'opinione che avevo in precedenza. Purtroppo ho trovato più difetti che elementi interessanti in questa storia, e la cosa mi dispiace parecchio perché nonostante la trama sia piuttosto semplice avrebbe potuto avere un risvolto decisamente migliore.
Ma andiamo per gradi.

La trama, come detto in precedenza, si presenta in maniera molto semplice ma non troppo chiara (infatti una volta iniziato a leggere ho capito che era qualcosa di completamente diverso rispetto a ciò che si era preannunciato). Inizialmente le vicende si susseguono in maniera lineare e abbastanza interessante, la creazione del mondo è stata fatta in maniera discreta ma decisamente approssimativa, e le interazioni dei personaggi risultano, in una primo momento, credibili. La cosa sorprendente è che, come era successo nel precedente libro dell'autrice che ho letto lo scorso anno, la situazione precipita partendo da metà libro in poi. Ho trovato la seconda parte del libro noiosa e ancora una volta approssimativa.
In una sola parola: brutta.
La mia impressione è che l'autrice abbia perso interesse nella storia che ha iniziato a scrivere nel momento stesso in cui la stava scrivendo, e che per forza di cose abbia dovuto comunque portare a termine.

Le interazioni tra i personaggi sono costruite a tavolino, passando oltre al fatto che i personaggi stessi non hanno un minimo di world-building se non per un paio di vicende che ci vengono raccontate perché utili allo svolgimento della trama. I plot-twists sono stati deboli e del tutto irrilevanti (chi ha letto il libro credo possa capire a cosa mi riferisco), li ho trovati anche davvero molto prevedibili da una certo punto di vista.
Un altro elemento che non mi ha per nulla entusiasmato è la storia d'amore, cosa che posso dire con fermezza che l'autrice non sa creare, tra i due personaggi principali. Anche in questo caso le interazioni iniziali sono state davvero carine e anche molto dolci (non vorrei spoilerare ma ci sono un paio di scene davvero belle) ma che poi si perdono con lo scorrere delle pagine. Si arriva alla fine del libro trattenendo i conati e odiando entrambi.

L'unico elemento che si salva è lo stile di scrittura, che pur non essendo uno stile particolare, riesce a coinvolgere ed è scorrevole per tutta la durata del romanzo. Che poi il romanzo non scorra per via delle vicende noiose è un'altra storia. La cosa che mi fa più rabbia è che se solo fosse stato più curato sarebbe potuto essere un bel libro, invece la mia impressione è proprio che sia stato scritto con disinteresse.
In generale non mi sento di consigliarvene la lettura, soprattutto se avete dei gusti affini ai miei, o se siete alla ricerca di qualcosa che vi possa entusiasmare e coinvolgere a 360 gradi.
La mia valutazione è 2/5.




domenica 29 luglio 2018

Recensione - La Chiave delle Tenebre di Morgan Rhodes

TRAMA: In una terra in decadenza e governata da un tiranno senza scrupoli, tre giovani sono destinati ad affrontare insieme epiche battaglie, intrighi di corte e tradimenti. Perché loro sono l'ultima speranza per la libertà... Chi riunirà i quattro Catalizzatori, avrà la chiave per dominare il mondo. Ecco perché re Gaius Damora è disposto a tutto pur di trovare quei cristalli leggendari. Anche a offrire in dono la figlia Lucia in cambio dell'aiuto dei Guardiani, esseri immortali che da sempre vegliano sui destini degli uomini. Ciò che Gaius non sa, però, è che i Catalizzatori sono inutili se non si è in grado di controllarli. E per farlo servono immensi poteri magici, gli stessi poteri che Lucia sta lentamente sviluppando e che i Guardiani vogliono sfruttare a proprio vantaggio... E loro non sono gli unici a tramare alle spalle di Gaius: la principessa Cleiona Bellos ha infatti architettato un piano per impadronirsi dei cristalli e riconquistare il trono. Grazie a un anello incantato, Cleiona è in grado di entrare nella mente di Lucia e di costringerla a obbedire a ogni suo ordine. Ma ben presto la principessa scoprirà che sta giocando col fuoco: ogni giorno che passa, Lucia diventa sempre più forte, ed è ormai stanca di essere usata come pedina. Anzi, è pronta a fare la sua prima mossa nella partita per il potere...


RECENSIONE: Continuiamo il nostro viaggio attraverso le terre di Limeros, Auranos e Pelsia, seguendo le avventure dei nostri protagonisti.
In questo terzo volume della serie de La Caduta dei Tre Regni le vicende iniziano ad intrecciarsi e a diventare sempre più complicate. Re Gaius è sempre alla ricerca dei Catalizzatori, convinto che questi gli doneranno potere infinito, e farà di tutto pur di ottenerli tutti e quattro. Ciò di cui non è a conoscenza, però, è che una volta risvegliati necessiteranno di un grande potere per essere controllati, e di conseguenza utilizzati. Allo stesso tempo la principessa Cleo, figli del Re sconfitto di Auranos, cerca vendetta per la morte dei suoi genitori e si servirà dell'aiuto di altre figure, sia all'interno che all'esterno del palazzo reale, per la ricerca dei Catalizzatori creando un (più o meno) perfetto doppio gioco. La principessa è, inoltre, in possesso di un anello che permette di controllare e contenere i poteri delle giovane Lucia, ormai consapevole di essere la reincarnazione dell'incantatrice Eva. 


A partire da questo volume si aggiungono nuovi punti di vista e nuovi personaggi. La principessa Lucia entrerà in contatto con un essere immortale, Alexius, un guardiano che cercherà in tutti i modi di salvarle la vita e che l'aiuterà a controllare questa forza immane che è contenuta nel corpo di una giovane sedicenne per risvegliare e trovare tutti i Catalizzatori. Allo stesso tempo una coppia di fratelli provenienti dal regno lontano vengono a far visita a Re Gaius, ma le loro intenzioni sin dall'inizio non si preannunciano delle più nobili. 
Il libro è una continua lotta contro il tempo. Il primo tra di loro che riuscirà a localizzare, risvegliare e ritrovare i Catalizzatori potrà appropriarsene a servirsi del potere immenso che vi è contenuto all'interno. 


Non ho molto da dire su questo libro oltre al fatto che mi è piaciuto davvero tanto, più dei due precedenti. Si legge più lentamente rispetto ai primi due, che ricordo aver terminato in due giorni appena, perchè contiene più informazioni e più intrighi ma questo non è assolutamente un punto a sfavore.
Come sempre mi domando come abbia fatto a rimandare la lettura di questa serie per così tanto tempo, e sono davvero felice di averla finalmente iniziata.
I personaggi sono maturati davvero tanto nel corso delle pagine. A partire dalla principessa Cleo, che riesce a mitigare la sua sete di vendetta per il raggiungimento di un obiettivo superiore, ma che rimane fedele a sè stessa e dimostra di essere in grado di provare dei sentimenti puri e limpidi come l'amicizia per la principessa Lucia. Il principe Magnus, così come sua sorella, è uno dei personaggi che sopporto meno, non ho ancora davvero capito cosa pensa o quale siano le sue intenzioni. Così come Cleo, il lettore di ritrova confuso dalle sue azioni, che sono in netto contrasto con quello che, teoricamente, è il suo credo.

Mi è piaciuto molto scoprire più particolare riguardanti il passato del principe Magnus: il rapporto con sua madre e con la sua matrigna, e la storia della famiglia reale di Limeros. Mi è piaciuto molto anche il personaggio di Jonas Agallon, a cui viene dato molto più spazio in questo libro rispetto ai volumi precedenti, e sono sicura che è un personaggio che ci riserverà un sacco di sorprese.
L'unica cosa che non mi è piaciuta, ed è una cosa che ho già detto nelle precedenti recensioni, è come l'autrice ha gestito il lato romance della trama. Molte scene sono risultate o troppo affrettate o assolutamente a caso. Alcune scene non le ho davvero capite, altre erano del tutto inaspettate soprattutto perchè la dinamica tra i personaggi è davvero debole. Mi dispiace molto per questo particolare. Sicuramente se fosse stato gestito meglio il libro sarebbe risultato perfetto.

In generale la mia valutazione è di 4.5/5 stelline.




venerdì 20 luglio 2018

Recensione - Magic di V.E. Schwab

TRAMA: Kell è uno degli ultimi maghi della specie degli Antari ed è capace di viaggiare tra universi paralleli e diverse versioni della stessa città: Londra. Ci sono la Rossa, la Bianca, la Grigia e la Nera, nelle quali accadono cose diverse in epoche differenti. Kell è cresciuto ad Arnes, nella Londra Rossa, e ufficialmente è un ambasciatore al servizio dell’Impero Maresh, in viaggio alla corte di Giorgio III nella Londra Grigia, la più noiosa delle versioni di Londra, quella priva di magia. Ma Kell in verità è un fuorilegge: aiuta illegalmente le persone a vedere piccoli scorci di realtà ai quali, solo con le proprie forze, non avrebbero mai accesso. Si tratta di un hobby molto rischioso, però, e Kell comincia a rendersene conto. Dopo un’operazione di trasporto illegale andata storta, Kell fugge nella Londra Grigia e si imbatte in Delilah, una strana ragazza che prima lo deruba, poi lo salva da un nemico mortale, e infine lo convince a seguirla in una nuova avventura. Ma la magia è un gioco pericoloso e se vuoi continuare a giocare prima di tutto devi imparare a sopravvivere…




RECENSIONE: Ambientato in versioni differenti e parallele della nostra Londra, Magic racconta le vicende di Kell, un giovane Antari, un ragazzo in grado di utilizzare la magia e di spostarsi tra le diverse proiezioni di Londra attraverso delle "porte". Gli Antari sono esseri più unici che rari, infatti gli unici due esistenti sono Kell e Holland. Kell proviene dalla Londra Rossa ed è stato cresciuto a palazzo insieme al re, la regina e suo fratello acquisito Rhy, per cui sacrificherebbe la sua stessa vita. La Londra Rossa è la proiezione in cui la magia è del tutto assente e Kell è colui che permette lo scambio di oggetti magici, e potenzialmente  pericolosi, agli altri abitanti delle diverse Londra chiamati i Collezionisti e i Fanatici.
Parallelamente conosciamo la nostra co-protagonista Delilah, un fuggitiva ed una ladra di professione proveniente dalla Londra Grigia, che trova rifugio al Tiro di Schioppo e che incontrerà in circostanze non troppo fortunate il giovane Antari. Dopo averlo derubato, la ragazza salva Kell dal vendicativo Holland che cercava di rubare una pietra di inestimabile valore, e convince l'Antari a portarla con se in questa nuova avventura tra gli universi paralleli. I due affronteranno viaggi attraverso le Londra parallele e verranno a conoscenza del vero potere che si cela all'interno della pietra che Kell porta con se. Alla fine della storia i due ragazzi si ritroveranno ad essere molto più coinvolti nelle vicende di quanto credessero ed il minimo sbaglio può portare a conseguenze catastrofiche. L'Antari e la giovane donna potranno contare solo sul l'aiuto reciproco, che in alcuni momenti significare salvare ognuno la vita dell'altro. 


L'acquisto di questo libro è stato decisamente spinto dal nome dell'autrice in copertina, devo ammettere infatti di averlo acquistato praticamente a scatola chiusa, ma sono molto contenta della scelta che ho fatto (e allo stesso tempo sono stata molto fortunata).
Nonostante abbia impiegato un po' di tempo per ingranare, ma credo sia stata colpa mia, la storia ha avuto un'evoluzione davvero notevole.
I personaggi sono credibili e davvero ben strutturati. Non posso dire che ci sia stata un'evoluzione e una caratterizzazione perfetta, anche perché il libro è abbastanza breve e credo che l'autrice darà maggiore spazio a questo particolare nei due volumi a seguire, ma i personaggi mi sono piaciuti lo stesso. In particolare il personaggio di Delilah mi ha davvero entusiasmata, ho letto i suoi capitoli davvero molto volentieri. Non ci sono molti personaggi secondari, ma quelli che che fanno da sfondo alla storia principale sono ben caratterizzati. 


Essendo Victoria Schwab una garanzia, lo stile di scrittura e la trama sono f e n o m e n a l i. Le mie aspettative sono state rispettate, anche se ammetto di preferire anche la duologia di Monsters of Verity però posso ancora cambiare idea con i prossimi volumi.  Lo sviluppo della trama è abbastanza lineare, non ci sono troppi colpi di scena ma la narrazione scorre con facilità e la storia diventa man mano sempre più interessante e coinvolgente dal punto di vista narrativo.
Ho adorato lo stile di scrittura dell'autrice, che però rende leggermente di più se letto in lingua originale, e ho amato molte delle interazioni tra i diversi personaggi. 


In generale lo ritengo un libro davvero molto valido, non perfetto (soprattutto per lo standard alto dell'autrice) ma che ha tutte le carte in regola per diventare una delle mie trilogie preferite dell'anno. La mia valutazione è di 4/5. 







lunedì 9 luglio 2018

Recensione - La Stirpe dei Ribelli di Morgan Rhodes

TRAMA: In una terra in decadenza e sull'orlo dell'abisso - flagellata da lunghi periodi di siccità e da inverni interminabili -, tre giovani sono destinati a incontrarsi e ad affrontare insieme epiche battaglie, intrighi di corte e tradimenti. Perché il futuro del mondo è nelle loro mani... Ha ucciso il signore di Paelsia. Ha occupato il castello di Auranos. Si è proclamato imperatore di Mytica. E non è ancora abbastanza. Ora Gaius Damora aspira a diventare immortale. E c'è un unico modo per riuscirci: impadronirsi dei Catalizzatori, i quattro cristalli che, secondo la profezia, conferirebbero poteri infiniti a chiunque li possieda. Tuttavia lui non è l'unico a cercarli. Prigioniera nel palazzo di cui un tempo era sovrana, anche Cleiona Bellos conosce quell'antica leggenda ed è determinata a usare i Catalizzatori per riconquistare il trono di Auranos. Ecco perché finge di collaborare col re, accettando persino il fidanzamento col principe Magnus: ha bisogno di conquistarsi la sua fiducia e di raccogliere informazioni da dare a Jonas Agallon, il capo dei ribelli di Paelsia. In cambio, il giovane ha promesso di liberarla. Ma, quando un gruppo di guerrieri paelsiani l'aiuta a fuggire, Cleiona si rende conto che Jonas ha ben altri piani in serbo per lei.


RECENSIONE: Dopo aver conquistato il regno di Auranos, Re Gaius impone la sua supremazia sull'intero regno accompagnato da suo figlio, il principe Magnus, e i suoi fedeli servitori.
La principessa Cleo, dopo aver assistito all'assassinio di suo padre da parte del principe Magnus e alla conquista del palazzo che lei chiamava casa, è costretta ad un matrimonio combinato con il principe erede di Limeros. Quello che la futura principessa ereditiera non sa è che il matrimonio è solo una distrazione per ciò che realmente ha in mente il sovrano.
Re Gaius, nonostante sia l'uomo più potente e più temuto del regno, ha un obiettivo che vuole assolutamente raggiungere: trovare i Catalizzatori ed utilizzarli per impadronirsi del potere infinito che racchiudono e diventare così un essere immortale. Il problema è che nessuno sa esattamente dove siano i quattro cristalli, e il sovrano non è l'unico che li sta cercando. La principessa Cleo indaga e studia ogni modo per riuscire a mettere le mani sui Catalizzatori ed utilizzarli per avere la sua vendetta sui Damora, coloro che hanno sterminato la sua famiglia e hanno messo fine al regno di suo padre. Per raggiungere il suo obiettivo, la principessa dovrà scendere a patti con i ribelli di Pelsia, capeggiati da Jonas Agallon, ma le cosa non andranno esattamente come previsto...

Nel frattempo la principessa Lucia, sorella di Magnus e figlia adottiva del Re Gaius, è ancora in un sonno profondo, ma al suo risveglio tutto potrebbe cambiare. La ragazza potrebbe essere l'incarnazione dell'incantatrice che tutti stavano aspettando da più di mille anni, ma se l'intuizione del re dovesse essere vera e la profezia potesse compiersi, allora il regno è sull'orlo di un disastro imminente. 

Finalmente ho avuto la possibilità di continuare questa serie, e posso dire con fierezza di non essermi per nulla pentita di averla iniziata in primo luogo. Questo secondo volume è sicuramente superiore al primo, che ricordo fosse un buon libro ma vi avevo riscontrato alcune cose che non incontravano esattamente il mio gusto.
In questo secondo volume abbiamo uno sviluppo, sia di trama che a livello di approfondimento psicologico dei personaggi, pazzesco. Mi è piaciuto tutto. Le vicende diventano sempre più interessanti man mano che si entra nel vivo del libro e la trama non diventa mai banale.
La narrazione è accompagnata da uno stile di scrittura molto scorrevole e mai pesante. I capitoli toccano il punto di vista di tutti i personaggi senza creare troppa confusione nella trama e le vicende raccontate sono sempre un susseguirsi di plot twists e nuove scoperte.

Come ho già anticipato prima, l'evoluzione dei personaggi è stata una delle cose che ho preferito nel romanzo. I personaggi che nel primo volume abbiamo imparato a conoscere, ma che non sentiamo ancora di capire fino in fondo, riescono finalmente a trasmetterci qualcosa di vero. Tra i personaggi che ho preferito e che, ironia della sorte, non sopportavo molto nel primo volume, è stata proprio la principessa Cleo. L'ho trovata uno dei personaggi meglio caratterizzati del romanzo, insieme al principe Magnus e il Re Gaius.
Non vedo l'ora di scoprire cosa ha in serbo l'autrice nei prossimi volumi.

L'unica cosa che ancora mi fa storcere un po' il naso sono le interazioni a livello amoroso, che secondo me non sono proprio il punto forte dell'autrice. Le ho trovate tutte molto forzate e davvero poco pertinenti alla trama. Spero in uno sviluppo nel terzo volume, o comunque un'evoluzione che sia rivolta anche in quella direzione.
In generale il romanzo mi è piaciuto davvero molto, più del primo volume, e l'ho trovato molto più appassionante e intrigante del suo predecessore. Mi piace come si stanno svolgendo le vicende e mi piace la piega che sta prendendo la trama.
La mia valutazione è 4/5. quasi perfetto!




giovedì 17 maggio 2018

Recensione - L'anno del Diluvio di Margaret Atwood

TRAMA: In un mondo pericolosamente vicino al nostro, la Creatura si è sostituita al suo Creatore e, grazie all'ingegneria genetica, ha stravolto la Natura. La fede nella scienza è ormai un credo assoluto, integralista, fanatico. Tutto si vende, tutto si compra - l'identità, il sesso, la giovinezza - ma a che prezzo? Eppure c'è chi ha deciso di sottrarsi a questa logica perversa e distruttiva: è la setta dei Giardinieri di Dio. Novelli Adami e Ève, vivono nel sacro rispetto delle Specie animali e vegetali del pianeta sfuggite all'estinzione, cercando di convertire gli altri esseri umani in vista dell'imminente catastrofe. Anno venticinque del calendario dei Giardinieri di Dio: la profezia si è avverata, un Diluvio Senz'Acqua si è abbattuto sul pianeta, l'umanità è decimata. Un quadro desolante, in cui però si apre un flebile spiraglio: due voci, quelle di Toby e Ren. Un tempo adepte dei Giardinieri di Dio, si ritrovano catapultate in un mondo stravolto e scoprono che la lotta per la sopravvivenza è appena iniziata. Armate unicamente dell'amicizia che le unisce e animate dal desiderio di ritrovare i compagni di un tempo, si avventurano in un coraggioso viaggio, costellato di pericoli a ogni angolo. Che ne sarà di loro? Faranno sorgere una nuova alba per la specie umana, oppure ogni speranza di vita è ormai perduta per sempre?

RECENSIONE: Ambientato in un futuro distopico in cui il mondo è diviso in compagini indipendenti, L'Anno del Diluvio di Margaret Atwood racconta la storia da un duplice punto di vista: la giovane Ren, ragazza scappata da una realtà che non la soddisfaceva che si ritrova a lavorare in un night club per vivere, e Toby, orfana di entrambi i genitori, dopo avere quasi assistito alla morte di suo padre decide di scappare finché la setta dei Giardinieri non la trova e non l'accoglie tra la sue braccia. Entrambe le ragazze hanno qualcosa in comune, un passato da dimenticare, una famiglia difficile e la voglia di cambiare le cose. Ma quando il Diluvio Senz'Acqua si abbatte sulla Terra non c'è più scampo per nessun essere umano anche se, inaspettatamente, sia Ren che Toby riescono a sopravvivere alla contaminazione e trovare rifugio.
Ripercorrendo parallelamente le loro vita prima del Diluvio, e scoprendo sempre più particolari sulle abitudini e sulla vita della setta, Margaret Atwood ci propone una visione catastrofica ma allo stesso tempo incredibilmente reale del mondo. Un mondo dove l'ibridazione umana ed animale sono una realtà quotidiana e dove l'anarchia regna fra le compagini. Toby e Ren, ormai rimaste sole e senza protezioni, dovranno essere in grado di sopravvivere in un ambiente tossico e cercare altre forme di vita nei paraggi.

Parlare di questo libro e spiegare per bene ciò che rappresenta è impensabile. Non credo esistano abbastanza parole per descrivere la bellezza e la profondità della storia scritta dalla Atwood, un'autrice che morivo dalla voglia di leggere e che grazie ad una mia docente universitaria sono riuscita a recuperare. Sono davvero contenta di potervi parlare di una storia del genere, un distopico che esce fuori dagli schemi dei normali young adults (anche perchè non è uno young adult) ma che allo stesso tempo mantiene tutte le caratteristiche principali del genere.
La storia di Toby e Ren è meravigliosamente raccontata, attraverso una serie di flashback e flash fowards si riesce davvero ad avere un quadro completo dell'intera situazione, e le vicende che vengono narrate non sono mai banali e mai noiose. Mi piace molto che le due ragazze abbiano età diverse ma che riescano comunque ad essere sulle stessa lunghezza d'onda, nonostante le differenze siano evidenti. Mi sono piaciuti molto i personaggi secondari, che in questo caso non sono secondari perché sono parte fondamentale della storia, ma in particolare mi è piaciuta l'amicizia tra Ren ed Amanda e quella fra Toby e Pilar, la prima più adolescenziale e sbarazzina ma incredibilmente leale e la seconda invece basata sul reciproco rispetto ad ammirazione.

L'ambientazione è davvero di forte impatto, la scrittura della Atwood riesce a trasmettere ogni minimo particolare come se lo stessi vivendo sulla mia stessa pelle, ti coinvolge a livello emozionale soprattutto negli ultimi capitoli del libro.
La trama ha preso una svolta davvero inaspettata e, nonostante non sia un libro pieno d'azione o di momenti di particolare tensione, le vicende scorrono molto velocemente senza intoppi e senza buchi di trama, aiutati da uno stile di scrittura magistrale, forse uno dei più belli che abbia letto quest'anno.

In realtà non ho molto altro da dire su questo libro oltre a "LEGGETELO ASSOLUTAMENTE". Ciò che vi posso consigliare è di iniziarlo a scatola chiusa, senza avere troppe informazioni, perché almeno nel mio caso ha funzionato davvero bene.
Se siete fan dei distopici e non siete spaventati dalla mole dei libri della Atwood, allora vi consiglio assolutamente di leggere questo volume. Sono sicura che non ve ne pentirete.
La mia valutazione è 4,5/5 stelline.





venerdì 11 maggio 2018

Recensione - Absence. L'altro volto del cielo di Chiara Panzuti

TRAMA: n questo nuovo capitolo, "L'altro volto del cielo", le coordinate fornite dal misterioso uomo in nero conducono Faith e i suoi compagni a Est. Il siero che li rende invisibili comincia a danneggiare il fisico dei ragazzi, per i quali la conquista dell'antidoto si fa sempre più indispensabile. Soltanto Faith sembra resistere agli effetti collaterali e sviluppare sempre più prontezza fisica e mentale. Dopo uno scontro violentissimo con una squadra avversaria nella base navale di Changi Bay, Singapore, la ragazza, esausta per la lotta, perde coscienza e viene catturata. I suoi carcerieri, membri della stessa organizzazione ideatrice del siero, hanno un'insinuante proposta da farle: unirsi a loro. Tormentata dai sensi di colpa ma affascinata dalla possibilità che le viene offerta, Faith dovrà scegliere tra il suo gruppo, i suoi amici, e un futuro indipendente in cui far sviluppare le proprie doti di combattente, dimentica di tutti e da tutti dimenticata. Potranno l'amore e la lealtà verso ciò che ha di più caro convincere Faith a non cedere alla seduzione della forza?



RECENSIONE: L'altro volto del cielo è il secondo volume di quella che credo sarà una trilogia, di Absence. La storia verte sulla vita di quattro ragazzi inglesi e sulle loro avventure in giro per il mondo. Un giorno i quattro giovani hanno una strana sensazione, sembra quasi che nessuno li veda, ma ciò che non sanno è che in realtà gli altri non ricordano assolutamente la loro intera esistenza.
Da questo punto partono le vicende del primo libro che vede i quattro ragazzi, ormai riuniti, fare squadra per arrivare a risolvere questo inquietante enigma. Un uomo misterioso continua a presentarsi lungo tutta la vita, e i biglietti che ricevono da lui corrispondono alle coordinate del posto che devono assolutamente raggiungere per fare un passo in più verso la soluzione, verso la salvezza.
Dopo incontri, inconvenienti, strane avventure e amori adolescenziali i quattro ragazzi si ritrovano a soffrire fisicamente la loro non-esistenza al punto tale da non reggersi in piedi. Faith, la nostra protagonista, è l'unica a non soffrire ed è l'unica in grado di condurre il gruppo verso l'antidoto.

Il mio rapporto con questa serie non è dei migliori, testimone una precedente recensione che risale all'anno scorso dove vi parlavo del primo volume di questa trilogia, e vorrei davvero tanto essermi ricreduta ma purtroppo ciò non è accaduto.
Come ho detto anche l'anno scorso, ho voluto dare a questa serie una seconda occasione perché non mi sembrava giusto giudicarlo basandomi su una singola opera, quindi quando mi hanno offerto (ringrazio la Fazi Editore) di leggere e recensire questo secondo volume ho deciso di accettare.
Purtroppo il mio pensiero su questa storia non è cambiato da quello di un anno fa. Penso ancora che l'idea di base di questa trilogia sia davvero buona, continuo a non vedere in giro libri che trattano questo genere di storie quindi la scelta della trama è stata intelligente, ma i personaggi rovinano decisamente il tutto. Dopo due libri i personaggi sono ancora completamente piatti e insopportabili, partendo proprio dalla protagonista, Faith, che prenderei a sberle una pagina si e l'altra no. La chimica tra i personaggi è quasi del tutto assente, i dialoghi tra loro sono troppo impostati e freddi per poter essere parte di una conversazione tra adolescenti e le storielle d'amore sono forse la parte che ho preferito meno. Totalmente fuori luogo.

In genere il libro scorre lentissimo proprio perché, a differenza del primo volume, è noioso! Questo libro ha avuto la capacità di annoiarmi anche nelle scene d'azione, era davvero tutto troppo irrilevante ai fini della trama e soprattutto lento.
Non mi sono piaciute le scelte stilistiche dell'autrice né mi è piaciuto come ha sviluppato la trama. Ho capito quale fosse il suo intento, creare uno young adult che avesse tutte le caratteristiche che "piacciono" ed inserirci una bella tematica come quella dell'invisibilità (ma secondo me la metafora l'hanno capita in pochi), ma credo proprio che non ci sia riuscita.
Questo volume mi è piaciuto ancor meno del primo, che in sé non ho mai detto essere un brutto libro anche perché le ultime cento pagine mi erano davvero piaciute.
L'unica cosa che si salva in questo volume è lo stile di scrittura che, anche se non aiutato da tutto il contorno, è piacevole da leggere a tratti. Se l'autrice scrivesse altro magari lo leggerei.

La cosa mi dispiace abbastanza perché vedo in giro per il web gente, dei cui gusti letterari mi fido, che impazzisce per questi libri e ne osanna la bellezza e la profondità ma io non ci ho trovato nulla di tutto questo, solo un'accozzaglia di roba. Forse non ho io la maturità giusta per comprenderlo, o forse non ho recepito bene il messaggio. Non lo so.
In conclusione non mi sento di consigliarvene la lettura, anche perché sarebbe incoerente, però se siete curiosi magari potete dargli un'opportunità e vedere cosa ne pensate.
La mia valutazione è di 2/5


giovedì 5 aprile 2018

Recensione - La Battaglia delle Tre Corone di Kendare Blake

TRAMA: Tre sorelle un solo trono
Una guerra all'ultimo sangue


Da che se ne ha memoria, sull’isola di Fennbirn ogni generazione è stata scandita dalla nascita di tre gemelle: tre regine, tutte ugualmente degne nella successione ereditaria della corona e tutte in grado di padroneggiare la magia. Mirabella è una fiera elementalista, sfacciata come i suoi incantesimi: governa il fuoco, i flutti e i fulmini con il solo schioccare delle dita. Katharine è in totale simbiosi con i veleni: può ingerire anche la più letale delle sostanze tossiche senza che le accada nulla. Arsinoe, invece, ha sviluppato una perfetta comunione con la natura: può far sbocciare le rose più incantevoli o ammansire i leoni con il suono gentile della sua voce. Ma per diventare regina non basta il diritto di nascita, ognuna di loro dovrà combattere duramente per ottenere la corona, perché non si tratta di un gioco in cui si vince o si perde… In ballo c’è la loro vita. Questa è la notte in cui le gemelle compiono sedici anni, la battaglia ha inizio.


RECENSIONE: La Battaglia delle Tre Corone ci racconta la storia di tre gemelle, tre aspiranti eredi al trono con uguali diritti di successione, e di tre ragazze in grado di padroneggiare la magia. Katharine è un'avvelenatrice, è quindi in grado di resistere a qualsiasi tipo di veleno le venga somministrato. Mirabella è una elementale, ed è quindi in grado di padroneggiare i quattro elementi: fuoco, terra, acqua e aria. Arsinoe è invece una naturalista, il che significa che la ragazza è in totale simbiosi con ciò che la circonda.
Ma le tre giovani ragazze fanno parte di un disegno ben più grande di loro. Ogni generazione è scandita dalla nascita di tre gemelle che, una volta sviluppati i propri poteri, sono costrette ad affrontarsi in una battaglia mortale. Solo la più forte fra tre le sorelle, quella che riuscirà ad uccidere le restanti due, sarà incoronata regina del regno.
La notte in cui le tre ragazze compiono sedici anni sarà la notte decisiva per loro.
Solo una tra di loro arriverà al giorno successivo.

Avevo davvero delle grandi aspettative su questo titolo, non ho mai nascosto quanta voglia avessi di leggerlo, infatti quando ne hanno annunciato una versione italiana ne sono stata più che felice.
Però devo ammettere che il libro non è stato proprio quello che mi aspettavo. Non dico che non mi sia piaciuto, anzi l'ho trovato un libro gradevole, però è mancata un po' d'azione. Dalla trama ci viene fatto capire che lo scontro fra le ragazze avverrà all'interno del libro quando in realtà la seconda metà del romanzo è stata un semplice prolungamento della storia per fare in modo che le parti più interessanti arrivassero solo nel secondo volume. Io non comprendo questa scelta narrativa, e ad essere sincera non la trovo neanche troppo giusta nei confronti del lettore.
Continuando con la lista di cose che non mi hanno entusiasmata, inserirei anche gli accoppiamenti (amorosi) delle tre sorelle, che a parer mio non sono stati sempre molto naturali; e inoltre mi dispiace molto che i capitoli non siano equilibrati, e naturalmente la mia sorella preferita è quella a cui hanno dedicato meno capitoli.

Concentrandoci, invece, sugli aspetti positivi del romanzo posso serenamente dire che non è stata una cattiva lettura. Mi è piaciuta molto l'idea di base, molto sulla scia di Re Lear di Shakespeare, che è stata la prima cosa che mi ha incuriosita e che mi ha spinta ad approcciarmi a questa lettura. Mi è piaciuto molto come le storie, che all'inizio sembravano parallele, hanno iniziato ad intrecciarsi ad un certo punto e mi sono piaciuti molto anche la maggior parte dei personaggi secondari.
Lo stile di scrittura della Blake non lo trovo particolare, però è abbastanza scorrevole ed è adeguato per uno young adult, mentre l'unico tasto dolente è la trama: come già detto in precedenza non mi aspettavo questi risvolti, che da un lato mi hanno lasciata sorpresa ma dall'altra leggermente delusa.

In conclusione, mi è piaciuto abbastanza leggere delle tre gemelle eredi al trono anche se avrei preferito che ci fosse stata un po' più d'azione e che magari si arrivasse alla scena "madre" del libro un po' più in fretta.
La mia valutazione è di 3/5 stelline.