sabato 8 luglio 2017

Recensione - L'elmo del Terrore. Il mito del Minotauro di Viktor Pelevin


TRAMA: Arianna, nel bel mezzo di un sogno, svanisce in una città antica. Un nano le spiega che il signore, nonché il creatore della città, esige un tributo di giovani uomini, che dovranno prendere parte ad un gioco pericoloso e sacrificarsi nella sua arena. La giovane fanciulla vede comparire Asterisk, un mostro con un elmo di bronzo simile a una maschera da gladiatore sormontato da due corna. Chiusa in una stanza Arianna utilizza una tastiera e uno schermo a cristalli liquidi con i quali scrive un messaggio che avvia una chat. Ecco gli altri personaggi dai nomi epici e leggendari: Monstradamus, Romeo-y-Cohiba, IsoldA che sono tutti rinchiusi, senza sapere il motivo, in stanze uguali tra di loro, persi in un groviglio di schermate e parole, nell’attesa di aggrapparsi ad un filo (il link) o che giunga un Teseo a liberarli o un Minotauro a divorarli.





RECENSIONE: L’elmo del terrore narra dell’improvvisa scomparsa dal mondo reale di alcuni giovani, che si ritrovano d’un tratto rinchiusi all’interno di una stanza completamente vuota se non fosse per uno schermo che invade la parete. Arianna, attraverso un sogno, dà inizio allo sviluppo della trama raccontando ciò che ha scoperto grazie all’intervento di due nani attraverso una chat che la collega agli altri giovani, rinchiusi in stanze identiche alla sua. Ognuno di loro scopre, inoltre, che al di fuori della propria porta ha un labirinto differente da oltrepassare e l’unica cosa che possono fare è attendere che Teseo li porti in salvo dal labirinto, o che il Minotauro venga a riscuotere il proprio debito uccidendoli.
L’elmo del terrore è un romanzo scritto un autore russo, Viktor Pelevin, e che può essere definito come un mix tra fantascienza e filosofia, o ancora meglio, tra fantascienza e allegoria; si tratta infatti di un libro apparentemente semplice nella struttura e nella composizione degli avvenimenti ma, ad una lettura più attenta, ci si rende conto di come l’autore abbia inserito al suo interno una serie di metafore legate al mondo moderno e rappresentante sotto forma di personaggi mitologici, non a caso l’intera vicenda ha inizio con il sogno di Arianna, un chiaro simbolo dell’antica Grecia.
Nel corso del romanzo, che è molto breve e conta meno di duecento pagine, ogni personaggio ci illustra il proprio labirinto nella speranza di riuscire ad incontrare almeno uno degli altri compagni ma l’enigma principale è quello di svelare l’identità di Teseo, e soprattutto, quella del Minotauro che viene descritto da Arianna come una creatura dall’altezza disumana che porta in capo un elmo con due grosse corna in cima.
Il romanzo mi è piaciuto molto, anche se sono sicura non aver colto in pieno tutti i riferimenti dell’autore, quindi riservo questa prerogativa ad una seconda lettura, magari in futuro. Mi è piaciuta molto l’idea di base dell’autore, essendo un libro risalente a 12 anni fa è forse uno dei primi libri che oggi definiremmo “re-telling”, anche se dal significato che diamo oggi se ne allontana molto, e mi è piaciuta molto l’idea di unire la parte moralistica a quella più fantascientifica.
Una delle poche cose che non ho del tutto apprezzato è la velocità della narrazione che in alcuni punti scorre davvero in maniera troppo affrettata, tanto da necessitare molte volte una seconda o una terza lettura per capirne bene il significato e dà l’impressione di “scaricare” in un solo momento un quantitativo di informazioni superiore a quelle che il lettore medio può sopportare. Un'altra caratteristica, in questo caso, “mancante” che non mi ha permesso di dare al libro una valutazione eccellente è la mancanza di empatia che ho provato nei confronti dei personaggi, il libro non mi ha coinvolto a livello emotivo anche se so perfettamente che non era l’intenzione dell’autore quella di creare dei personaggi a cui relazionarsi, ma la cosa mi è dispiaciuta particolarmente soprattutto perché lo scorrere della lettura ne risente.
In generale è stata una buona lettura, lo consiglio a chi cerca qualcosa in più in un libro della solita storia e che dia un paio di spunti di riflessione una volta terminata la lettura.
La mia valutazione è di 3.5/5






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