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mercoledì 27 settembre 2017

Recensione - Cruel Crown di Victoria Aveyard (Red Queen #0.1 #0.2)

TRAMA(tradotta da noi): In un modo diviso dal colore del sangue - Rosso o Argento - due donne raccontano delle storie che nessun altro sa. 

La canzone della Regina:
Per Coriane della Casa Jacos, l'amore ha un prezzo. In un diario segreto, racconta il suo corteggiamento impacciato con l'erede del trono d'Argento, il principe Tiberias, e dei pericoli che si celano nel cuore della corte reale.

Cicatrici d'acciaio:
Il Capitano Farley è in prima linea durante la ribellione dei Rossi. Mentre pianifica un attacco alla capitale argentea, scopre un segreto che potrebbe influenzare l'equilibrio del potere per sempre.

Due storie avvincenti. Una lotta per la giustizia.
Rosso vs Argento.




RECENSIONE: La prima novella contenuta in questo piccolo volume, Queen's Song, racconta di come i genitori di Cal, Coriane della casa Jacos e il Principe Tiberias si sono incontrati, innamorati e in seguito sposati. La novella inizia con una piccola caratterizzazione del personaggio di Coriane, figlia di un uomo di ricca famiglia ma non abbastanza importante e potente da poter partecipare al torneo delle regine, dove il pricipe erede al trono sceglierà la sua prossima consorte.
Per un caso fortuito i due giovani riescono ad incontrarsi ad un evento ed il principe è subito affascinato dalla giovane Coriane. Ma l'incontro di Coriane con la Regina Madre, Elara, la scuote nel profondo una volta appreso che le voci sul conto sono vere: la Regina è davvero in grado di leggere nel pensiero. Ciò che non sa è che la Regina, in realtà, è capace di molto più che leggere menti ma quando lo scoprirà sarà ormai troppo tardi.

Questa prima novella è stata tanto dolce quanto struggente, nonostante si sappia già quale è la fine a cui sono destinati i due novelli sposi è comunque una sofferenza leggerne in prima persona. La scrittura di Victoria Aveyard mi è piaciuta molto anche in lingua originale, avendo letto i primi due della serie in italiano, ma la consiglio solo a chi ha un livello abbastanza alto di inglese.
La valutazione per questa prima novella è di 4.5/5

La seconda novella vede come protagonista il Capitano Diana Farley, che è a capo della Guardia Scarlatta, e di tutte le vicende che precedono la sua prima apparizione in Regina Rossa. Ho trovato questa seconda novella decisamente troppo lunga, e poco chiara, in relazione al contenuto che aveva intenzione di portare. Ho bloccato più volte la lettura proprio perché il tutto risultava troppo confuso e sconclusionato, non sono riuscita ad apprezzare la sua storia (non essendo Farley nemmeno uno dei miei personaggi preferiti) come avrei voluto e mi dispiace molto per questo.
La mia valutazione per la seconda novella è di 2/5

In totale alla raccolta darei 3/5, che è anche una valutazione coerente con le due precedenti della serie.



giovedì 31 agosto 2017

10 MIGLIORI FANTASY VILLAIN

Salve lettori,
molti li abbiamo odiati, altri li abbiamo amati ma una costante del romanzo fantasy è lui: il Villain. Può avere mille forme e aspetti, può essere uomo o donna, entità o persona ma una cosa è certa: un buon fantasy non può mai definirsi tale se non ha un buon cattivo da affrontare.
Per questo oggi stilerò una lista dei 10 migliori cattivi dei fantasy, YA e non, di cui io abbia mai letto e sarei davvero felice di sapere quali sono i vostri preferiti e se ce ne sono altri che non ho nominato che meriterebbero di essere in questa lista.
Detto questo, iniziamo!


10. Presidente Snow dalla Trilogia di The Hunger Games

Personalità controversa, dittatore di una vasta regione suddivisa in distretti, il Presidente Snow è indiscutibilmente un villain con i fiocchi. Se a questo aggiungiamo i crudeli mezzi su cui si basa la sua politica a Capitol City non possiamo che definirlo come un vero e proprio cattivo.
Ho adorato come Suzanne Collins ha strutturato questo personaggio: inquietante, potente e senza scrupoli è sicuramente uno dei miei preferiti.






9. Lord Voldemort dalla serie di Harry Potter

 Forse uno dei primi villain che qualsiasi ragazzino appassionato dai libri abbia mai incontrato, Colui Che Non Deve Essere Nominato ha accompagnato la nostra infanzia/adolescenza e da subito ci siamo abituati alla sua presenza. Innegabilmente malvagio e dall'aspetto orripilante, il nostro amato Tom è ormai parte integrante della Harry Potter Experience, senza di lui non sarebbe la stessa cosa.







8. L'Oscuro dalla trilogia Grisha

Anche l'Oscuro si può definire come una 'personalità controversa', forse la personalità controversa per eccellenza, che con i suoi toni apparentemente pacati e il suo aspetto affascinante riuscirebbe ad ingannare chiunque. La protagonista di Tenebre e Ghiaccio non fa quindi eccezione, ed è per questo che anche ai nostri occhi l'Oscuro non può che essere un personaggio tanto inquietante quanto attraente. 







7. Regina Elara dalla serie Regina Rossa

La prima donna a prendere parte a questa lista è lei: la Regina Elara. Spietata e insensibile da un lato, protettiva e conservatrice dall'altro, è uno dei villain più interessanti di cui io abbia mai letto. La sua abilità di leggere nel pensiero, grazie alla quale riesce a manipolare la mente di chiunque sia nel suo raggio d'azione, le dà non solo un grandissimo vantaggio sui proprio nemici, ma allo stesso tempo le permette di agire inosservata.
 






6. Callum Hunt da Magisterium L'anno di Ferro

Questo è un caso particolare di villain, chiunque abbia letto questo romanzo sa benissimo a cosa mi riferisco, e non so bene come spiegare cosa mi piace di questa tipologia di antagonista. In primo luogo non è esattamente a Callum Hunt a cui mi riferisco, piuttosto all'idea che si cela dietro il villain di questa storia che mi è piaciuta così tanto da meritare un posto in questa classifica. Il colpo di genio di Cassandra Clare e Holly Black è stato fenomenale ed inaspettato, adoro questo villain qualsiasi tipo di nome o aspetto decida di portare.





5. Conte Olaf da Una Serie di Sfortunati Eventi

Molti di voi sicuramente conoscono il Conte Olaf grazie alla serie tv di Netflix, ma posso assicurarvi che nei libri il suo carattere è ancora più accentuato. Adoro questo personaggio perché è innovativo, non rientra esattamente nel canone di un antagonista e Lemony Snicket è riuscita a creare qualcosa da odiare ad amare allo stesso tempo. Il Conte Olaf è meschino, malvagio e avido ma non puoi non ridere ogni qual volta appare una scena di un suo travestimento, la maggior parte dei suoi dialoghi fanno morire dalle risate o hanno quel velo di sarcasmo che proprio lo caratterizza. Lo adoro.





4. Sloan da Questo Canto Selvaggio 

Un villan che ho amato in un libro che ho amato. Chiunque segua il blog sa che amo alla follia Victoria Schwab e come posso non nominare uno dei suoi villain in questa lista. Grazie al fatto che nel secondo volume della duologia viene aggiunto anche il suo punto di vista, Sloan mi è sembrato un villain molto più in interessante di quanto credessi inizialmente. Leggere i capitoli dedicatogli è stato più che piacevole.







3. Maven dalla serie di Regina Rossa

L'unica che serie che sono stata costretta a nominare due volte è quella di Regina Rossa, che ci regala due dei personaggi antagonisti che più preferisco. Maven, figlio di Elara e fratellastro di Cal, è quello che comunemente definiremmo un 'doppiogiochistia', è avido di potere e infinitamente spietato. Ma la caratteristica che lo contraddistingue è la sua capacità di farsi voler bene da chiunque gli sia accanto, fingendo di essere ciò che non è. Mare ci casca in pieno ed è per questo che proprio non riesce ad odiare il suo malvagio amico.
 





2. La Comandante da Il Dominio del Fuoco 

 La Comandante è quello che potremmo definire l'incarnazione del male. Indifferente anche al suo stesso figlio, il suo unico scopo nella vita è riuscire ad esercitare il controllo sul futuro imperatore, e di conseguenza, avere il potere tutto per sé. E' uno di quei personaggi che odi profondamente, e credo che questo fosse l'intento dell'autrice sin dall'inizio. Non un briciolo di speranza e di redenzione di intravedono in lei, il rimorso e il senso di colpa non la scalfiscono, quasi non fosse interamente umana.






1. Sebastian Verlac dalla serie The Mortal Instruments

In cima a questa lista c'è il mio villain preferito: Sebastian Verlac o Jonathan Morgenstern, che dir si voglia. Cassandra Clare ha creato un personaggio caratterizzato così accuratamente che è impossibile non empatizzare con lui, con la consapevolezza del suo animo malvagio. Sebastian è uno di quei cattivi che non riesci ad odiare, uno di quelli che cerchi di giustificare nonostante le atrocità che compie. E' inutile, non posso farcela.







Eccoci alla fine di questa TOP10, è stato davvero difficile scegliere solo dieci villain perchè effettivamente sono la mia parte preferita di un romanzo. Spero che le mie scelte vi siano piaciute e se vi va commentate facendomi sapere quali sono i vostri villain preferiti.
Dato che sono un'appassionata di antagonisti non escludo che ci potrebbe essere una seconda parte, magari tra qualche mese.
Alla prossima!


martedì 29 agosto 2017

LEGGERE IN INGLESE: GUIDA ALLA LETTURA IN LINGUA STRANIERA E LA MIA ESPERIENZA.

Salve lettori,
alcune delle domande più frequenti che mi vengono poste, non solo in pagina o sul blog ma in generale nella mia vita, riguardano la lettura in lingua straniera.
Come fai a leggere un intero libro in lingua straniera? Come hai iniziato? E' molto difficile?

Molti insegnanti consigliano la lettura come mezzo più veloce per imparare e internare meglio un quasiasi idioma, e non posso che dar loro ragione perchè è effettivamente un metodo particolarmente efficace ma, sfortunatamente, la maggior parte delle persone che tantano questa impresa subiscono una sorta di 'trauma', semplicemente perchè non hanno la minima idea di che livello abbiano in una determinata lingua, e di conseguenza, a che tipo di libri approcciarsi.
Il segreto infatti è procedere per gradi.
I livelli in questione sono principalmente tre:


- Livello basso: in un testo in lingua straniera si coglie il significato di alcune frasi, le più semplici, ma il senso generale viene pressocchè compreso.
Il lessico è basilare e molto generico.
La composizione di frasi in lingua straniera risulta ancora innaturale e si utilizzano soprattutto frasi fatte.

Consiglio a tutti coloro che rientrano in questo gruppo di rafforzare prima le loro conoscenze grammaticali e, soprattutto, ampliare il proprio lessico poiché nella lettura in lingua straniera è fondamentale e avere un ristretto lessico di base può essere demotivante.
Quindi prima di passare ai libri veri e propri, vi consiglio di ascoltare molta musica e cercare di ricordarne il testo con il relativo significato (aiuterà allo stesso tempo la vostra pronuncia, l'ascolto e la comprensione) e magari guardare qualche video online.

Una volta che vi sentite pronti a fare 'il passo successivo' potete iniziare a leggere qualche libro per bambini, io non ho alcuna esperienza diretta con questi ultimi ma essendo pensati per una fascia d'età tra 6 e 10 anni non possono essere troppo difficili. Posso invece consigliarvi titoli come la saga di 'Una Serie di Sfortunati Eventi' di Lemony Snicket, di cui ho letto i primi quattro libri, la tetralogia di The Giver di Lois Lowry,  oppure The School of Good and Evil di Soman Chainani, la serie di Shatter Me di Tahere Mafi o ancora A Monster Calls di Patrick Ness o The Little Prince
I primi tre li ho letti in inglese, gli ultimi due in spagnolo.


 - Livello medio (o intermedio): in un testo in lingua straniera si coglie il significato della maggior parte delle frasi, con l'aiuto di un vocabolario si riescono a comprendere tutte le parole del testo in questione.
Il lessico è più ampio ma non specifico.
La composizione di frasi in lingua straniera è più naturale, si utilizzano le prima subordinate, i tempi verbali basilari sono quelli più utilizzati.

 A chiunque faccia parte di questo secondo gruppo posso consigliare di iniziare da alcuni libri di narrativa contemporanea, con un linguaggio abbastanza semplice ed uno stile abbastanza lineare, come ad esempio To All The Boys I've Loved Before di Jenny Han, per poi passare ai middle-grade come i libri di Rick Riordan oppure la serie Magisterium di Cassandra Clare.
Dopo aver constatato che questi libri, per voi, sono più che comprensibili si può passare ai contemporanei più complessi come quelli di Morgan Matson (io ho letto solo Since You've Been Gone) e ai primi fantasy come Harry Potter, Hunger Games, Divergent, alcuni dei libri di Victoria Schwab (This Savage Song e Vicious) e la serie Shadowhunters The Mortal Instruments (NON TID, mi raccomando) oppure tutti i libri di Rainbow Rowell (se siete spaventati dalla mole iniziate da KIndred Spirits). 



- Livello alto (o avanzato): in un testo in lingua straniera si coglie il significato di tutte le frasi e della stragrande maggioranza delle parole, anche quello che non si conoscono però si riescono ad intuire dal contesto. Il lessico è molto ampio, si utilizzano più subordinate, phrasal verbs, modi di dire, proverbi, similitudini e metafore.
Il lessico inoltre è specifico.

Per tutti coloro che si rispecchiano in questa ultima categoria, in realtà non ho dei veri e propri consigli da dare. Conoscete la lingua molto bene e siete in grado di destreggiarvi con maestria in qualsiasi tipo di testo, potete quindi approcciarvi a qualsiasi tipo di libro senza riscontrare troppe difficoltà nella comprensione del testo.
Tra i libri che hanno un livello avanzato di inglese di sono quelli di Victoria Aveyard, la serie di A Court of Thorns and Roses di Sara J. Maas, la trilogia The Infernal Devices di Cassandra Clare e qualunque altro libro che non sia prettamente uno YA (o comunque diretto ai ragazzi).


A qualsiasi livello apparteniate però, consiglio di non soffermarsi troppo sulle singole parole che, ad una prima lettura, sembrano essere indecifrabili. Inizialmente ci saranno molte parole che non conoscete ed interrompere la lettura ogni volta per cercare il significato di una parola sul vocabolario può essere controproducente, la lettura diventerebbe lenta e noiosa e ci sembrerà quasi di non star leggendo qualcosa per il puro piacere di farlo. Quindi consiglio di cercare solo quelle parole, di cui non conoscete il significato, che appaiono molte volta nel giro di un tot di pagine oppure delle parole senza le quali la frase non ha senso, quindi che impediscono la comprensione.
I miei consigli terminano qui, spero vi siano stati in qualche modo utili e che questo possa spingervi nel bellissimo mondo che è quello della lettura in lingua straniera.
Commentate raccontando della vostra esperienza e di come avete iniziato a leggere in un'altra lingua e noi ci vediamo alla prossima!



sabato 22 luglio 2017

Recensione - Spada di Vetro di Victoria Aveyard

TRAMA: Il suo sangue è rosso – come quello della gente comune – ma lo straordinario potere di controllare i fulmini, che nessun Argenteo possiede, rende Mare Barrow un'arma sulla quale il Palazzo vorrebbe riuscire a mettere le mani. Tutta la corte la considera un'eccezione, ma non appena Mare riesce a sfuggire a Maven, il principe – e prima ancora l'amico – che l'ha tradita, scopre una verità sconvolgente: lei non è affatto un'eccezione. Perché di giovani Rossi e Argentei ne esistono molti altri.
Inseguita da Maven, diventato un sovrano crudele e vendicativo, Mare fa di tutto per trovare e reclutare altri guerrieri Novisangue che si uniscano alla lotta dei ribelli contro il re oppressore. Nel farlo, però, entra in un territorio molto pericoloso, dove rischia di diventare proprio come i mostri che sta cercando di sconfiggere. Riuscirà a sopportare il peso delle vite che dovranno essere spezzate durante la ribellione? O la slealtà e il tradimento subiti l'avranno indurita per sempre?
Nel secondo elettrizzante romanzo di Victoria Aveyard, la lotta dell'esercito ribelle contro un mondo ingiusto, dove è considerato normale segregare le persone in base al colore del loro sangue, costringerà Mare ad affrontare il lato oscuro che piano piano si è fatto largo nel suo animo.

RECENSIONE: Spada di Vetro inizia subito dopo la fine del primo volume, Regina Rossa, e nel punto esatto in cui avevamo lasciato la storia.
Mare, dapprima una semplice ladruncola di Palafitte, scopre di avere dentro di sé un potere inimmaginabile: il controllo dell’elettricità. Aiutata dal principe Cal, e grazie all’alleanza di una società segreta di Rossi chiamata la Guardia Scarlatta, Mare è pronta ad affrontare l’imminente guerra contro gli argentei ma, soprattutto, contro il Principe Maven e sua madre, la Regina Elara. La sparafulmini e il principe Cal, dopo un attacco a sorpresa della Guardia, riescono ad evadere dal Palazzo Reale e a liberarsi dalla tortura psicologica che era quella di convivere con la Regina, la cui abilità di leggere i pensieri si è rivelata molto spesso un vero e proprio ostacolo da superare.
Nel secondo volume ritroviamo sia i vecchi personaggi sia ce ne vengono introdotti di nuovi.
Alla fine del volume precedente, viene consegnata a Mare una lista di nomi di “novisangue”, ossia una lista di tutti coloro che hanno le stesse abilità degli argentei ma il cui sangue è inequivocabilmente rosso. Da qui parte la disperata recluta di chiunque si trovi su quella lista in modo tale da salvarli dal principe Maven e da un destino tutt’altro che roseo.
Essendo questo il secondo volume della serie è meglio non rivelare troppo sulla sua trama, ma in generale il libro mi è piaciuto.
Ho trovato Spada di Vetro leggermente superiore al suo predecessore, nonostante la “sindrome da secondo libro di una serie”, come mi piace definirla, non abbia tardato ad arrivare. È chiaro sin dalle prime pagine che si tratta di un libro di passaggio, le vicende più importanti le troveremo soprattutto nei volumi a seguire anche se, dal finale di questo secondo volume, la sensazione che Gabbia del Re ci regalerà un sacco di tumulti si fa sempre più viva. Con questo non intendo dire che il libro non sia interessante, anzi preferisco di gran lunga un romanzo pieno di azione come questo ad uno più statico come Regina Rossa, ma il problema è che nonostante l’azione riempia la stragrande maggioranza del libro le dinamiche tra i personaggi non sono quasi per nulla interessanti, mi sarebbe piaciuto vedere una crescita nei rapporti interpersonali che, ahimè, non è arrivata; la lettura di questo libro mi ha inoltre rimandata molto a quella de Il Canto della Rivolta di Suzanne Collins, e in alcuni punti la somiglianza è così schiacciante da scatenarmi una smorfia in viso per quanto ne sia rimasta amareggiata.
Nonostante tutti i punti precedenti però la lettura scorre abbastanza veloce, la scrittura della Aveyard è molto basica, conforme agli standard del genere e per nulla ridondante e il romanzo nel suo complesso ne giova di questa caratteristica.
La mia opinione sui personaggi non è del tutto cambiata rispetto al primo volume ma il cambiamento più radicale è avvenuto nei confronti della protagonista, che nel primo volume si presenta come la solita eroina da fantasy young adult molto stereotipata, mentre in questo secondo romanzo della serie ho trovato molto più completa sia per l’approfondimento che l’autrice è riuscita a trasmetterci sia perché la sua personalità viene messa completamente a nudo. Nonostante le mie eroine preferite siano quelle badass e senza cuore devo dire che Mare Barrow è riuscita ad impressionarmi con una caratteristica che non credevo possibile: la sua umanità!
Nel leggere un libro molte volte ci dimentichiamo di assistere alle avventure di personaggi poco più che adolescenti, mentre in questo caso è trasparente come la giovane età della protagonista abbia influito pesantemente nelle sue scelte e, soprattutto, nelle sue azioni e Mare si presenta come una normale diciassettenne odierna: fragile, sensibile e con la paura delle responsabilità dell’età adulta. Come per Regina Rossa, invece, mi ritrovo ancora non capire il senso del personaggio del principe Cal, il più inetto tra tutte le personalità del romanzo, e non capisco il senso della sua presenza in entrambi i libri se non per ricoprire il ruolo di “interesse amoroso” della protagonista, con cui tra l’altro, la chimica sembra quasi del tutto assente. È forse questo l’unico caso in cui preferirei che la protagonista avesse interesse per qualcun altro (coff coff…Kilorn...coff coff), oppure che non avesse interessi affatto.
Sembra quasi che per ogni personaggio caratterizzato bene, la Aveyard ne lasci altri abbandonati a sé stessi.
I migliori personaggi della serie, per il momento, si confermano ancora il Principe Maven e la malvaglia madre, la Regina Elara, anche se in quest’ultimo caso avrei voluto che il personaggio fosse utilizzato in un'altra maniera, ma non entro nello specifico altrimenti potrei fare spoiler. Maven si riconferma la personalità più interessante del romanzo, nonostante le sue scene siano a malapena un paio, e la sua assenza durante la lettura si è purtroppo percepita, ma il prossimo volume ci fa sperare in un ritorno in pieno stile villain.
Lo sviluppo della trama è stato buono, non ho riscontrato alcun buco o incongruenza, e se il mio istinto non m’inganna per il prossimo volume ci sarà un bel po' da raccontare.
In generale il libro non è stata una cattiva lettura, anzi dopo un inizio mediocre come quello di Regina Rossa, si è rivelato migliore nonostante sia più un libro di “transizione” che di vera e propria azione, anche se sinceramente mi aspettavo qualcosina in più dalla storia.
Il mio voto finale è di 3.5/5.

VOTO



martedì 16 maggio 2017

Recensione - Regina Rossa di Victoria Aveyard

TRAMA : Il mondo di Mare Barrow è diviso dal colore del sangue: rosso o argento. Mare e la sua famiglia sono Rossi, povera gente, destinata a vivere di stenti e costretta ai lavori più umili al servizio degli Argentei, valorosi guerrieri dai poteri sovrannaturali che li rendono simili a divinità. Mare ha diciassette anni e ha già perso qualsiasi fiducia nel futuro. Finché un giorno si ritrova a Palazzo e, proprio davanti alla famiglia reale al completo, scopre di avere un potere straordinario che nessun Argenteo ha mai posseduto. Eppure il suo sangue è rosso… Mare rappresenta un'eccezione destinata a mettere in discussione l'intero sistema sociale. Il Re per evitare che trapeli la notizia la costringe a fingersi una principessa Argentea promettendola in sposa a uno dei suoi figli. Mentre Mare è sempre più risucchiata nelle dinamiche di Palazzo, decide di giocarsi tutto per aiutare la Guardia Scarlatta, il capo dei ribelli Rossi. Questo dà inizio a una danza mortale che mette un nobile contro l'altro e Mare contro il suo cuore. Regina Rossa apre una nuova serie fantasy vivida e seducente dove la lealtà e il desiderio rischiano di esseri fatali e l'unica mossa certa è il tradimento. 



RECENSIONE : Regina Rossa racconta le vicissitudini di Mare Barrow, ragazza diciassettenne proveniente da una famiglia di ceto medio-basso, e della sua ascesa in società. Il mondo creato dalla Aveyard, ambientato in un futuro distopico non ben specificato, è caratterizzato dalla divisione sociale in base al color del proprio sangue che può essere di colore argento o di colore rosso. Gli Argentei sono a capo della società e stabiliscono un governo tra il dittatoriale e il monarchico che li vede posizionati al di sopra dei Rossi in quanto detentori di poteri e capacità fuori dal normale, tra i quali il controllo degli elementi, telecinesi o capacità di leggere la mente; i Rossi sono costretti a svolgere i lavori più umili e a vivere in funzione dei loro superiori.

Mare, protagonista del romanzo, ha passato gli ultimi diciassette anni consapevole di essere una Rossa e di non possedere alcuna capacità speciale finché, un giorno, dal suo incontro con il misterioso Cal, riesce ad avere un lavoro a palazzo dove alcuni suoi lati nascosti vengono messi a nudo: Mare, infatti, riesce quasi istintivamente a proteggersi da un attacco Argenteo con un’eruzione di fulmini senza eguali, nonostante il sangue della ragazza sia inequivocabilmente rosso.
Tra il panico generale e l’incredulità della ragazza la situazione degenera ed una decisione importante viene presa. I Reali Argentei non possono permettere che la notizia trapeli, Mare viene trattenuta a palazzo contro la sua volontà e costretta a sposare il minore dei due eredi al Trono, il principe Maven, fingendosi una principessa Argentea ritornata a palazzo dopo un lungo periodo di assenza. Le vicende si complicheranno quando un gruppo di Rossi ribelli, chiamato la Guardia Scarlatta, decide di agire a favore dei Rossi, per la loro libertà e per il riconoscimento dei loro diritti. Mare, ormai schiava della sua nuova vita a palazzo decide di unirsi alla lotta contro gli Argentei e agire dall’interno ma non tutto andrà secondo i suoi piani, non tutti quelli di cui Mare si fida sono in realtà chi dicono di essere.


Il romanzo d’esordio dell’autrice statunitense, pubblicato nel febbraio 2015, è il primo di una serie di quattro romanzi distopici (tre già pubblicati) che tratteranno della storia di Mare. L’autrice, un’appena ventiseienne Victoria Aveyard, tra critiche ed elogi ha fatto molto parlare di sé con questo primo volume del quale, secondo alcuni gossip, potremmo vedere una trasposizione sul grande schermo nei prossimi anni.
Come quasi ogni romanzo d’esordio, Regina Rossa non è libro perfetto. Segue molto la scia dei suoi predecessori, dai quali si distacca solo in piccola parte, invece che approfondire l’elemento proprio che caratterizza questo “nuovo” mondo, ovvero la suddivisione della società. Mi sarebbe piaciuto vedere la nascita di queste diverse categorie, la lotta per la supremazia e per il potere (che è stata vinta dagli Argentei ma non ci viene mai spiegato come), magari con l’aggiunta di qualche flashback e attraverso il racconto; ma se da un lato sono dispiaciuta per questa sorta di mancanza, dall’altra sono fiduciosa per i prossimi volumi che potrebbero rivelarsi migliori del primo.
I personaggi di questa storia sono frutto di un’abbastanza buona caratterizzazione, esclusione fatta per Mare che ricopre il ruolo dell’eroina, che a mio parere rimanda molto alla sua parallela protagonista dei romanzi di Keira Cass così come, a tratti, quelle di Sara J. Maas e della Clare, e del suo sidekick, il principe Cal.
Uno dei personaggi che più ho preferito nel romanzo è invece il secondogenito Maven: con il suo aspetto da principe azzurro, la sua volontà di uscire dall’ombra del fratello maggiore, la sua astuzia e la sua personalità intraprendente ha permesso alla storia, altrimenti abbastanza piatta e ordinaria, di avere dei picchi di alta tensione e di incredulità pazzeschi; insieme a lui uno dei personaggi più interessanti è sicuramente la Regina, così spietata quando si tratta di proteggere i propri figli e il proprio regno, rappresenta un villain perfetto per questo tipo di storia.
La seconda storyline è stata, seppur non troppo approfondita, molto interessante e sarebbe meglio astenersi dal dar un giudizio troppo affrettato perché sicuramente ci sarà molto ancora della Guardia Scarlatta di cui parlare nei prossimi volumi.

In generale il romanzo è buon partito, considerando che è il primo di una serie di quattro; nonostante abbia i suoi difetti la narrazione non ne risente troppo, lo stile di scrittura rimane scorrevole anche nei momenti di assestamento, essendo uno stile molto semplice e basico. 
Lo consiglio a chi è un appassionato di intrighi a Corte, di tradimenti, di amore proibito, di vendetta e a tutti coloro che vogliono godersi la buona compagnia di un romanzo senza troppe pretese e sovra congetture. 

 Nel camplesso la mia valutazione è di 3\5